Altri racconti

  Index  
Opere
Biografia
Foto
Eventi

Altre Fiabe

Racconti

Altri racconti

Teatro
Ass. Nemo
scrivimi la tua posta non lasciarla chiusa nel cassetto

Luci ed ombre di un amore

Tredici febbraio il giorno che Massimo tanto temeva era arrivato. Come i raggi della luna toccavano silenziosi le onde del mare, così la mezzanotte che accompagnava il nuovo giorno era giunta senza far rumore. 
Il tumulto di pensieri nella sua mente gli impedivano di dormire. Forse per ogni uomo esiste una notte più lunga delle altre nella vita e per Massimo era proprio questa la notte senza fine.

Il regalo di nonna Lucia

La casa ai margini del bosco parve triste e cadente agli occhi di Chiara. Parcheggiò la macchina vicino al muretto del giardino un tempo curato e ridente di fiori. Ora, neppure l'autunno con la tavolozza dei suoi colori riusciva a nascondere la vista di quella rovina. Piante cresciute selvaggiamente a dismisura, foglie secche, marcite con le ultime piogge estive, formavano un tappeto incolto a testimoniare la mancanza di mani esperte e premurose.

Da dove ci vegliano gli Angeli?

La primissima frontiera che Elia affrontò fu venire al mondo. Il confine tra limbo e vita fu duro da raggiungere, l'acqua di colpo se ne uscì senza ritorno, ma lui rimase dentro quel cunicolo buio, il quale non si apriva abbastanza da farlo passare. Contrazioni violente lo schiacciavano indirizzandolo verso la luce che a tratti spariva per poi ricomparire lontana, irraggiungibile. Le voci tranquille si fecero concitate, ma lui non trovava la via del loro mondo.

Eterei colori dell'animo

Di un giallo pallido era diventato il sole dopo l'eclissi dell'11 agosto. L'avevo seguita dal terrazzo del mio appartamento ammirando la rara sovrapposizione dei pianeti che, per attimi brevissimi, si erano abbracciati aggrappandosi l'uno all'altra, oscurando il mondo. Gli animali vagavano impazziti e disorientati. L'aria vibrava disperdendo il suo tepore e, al contatto con la pelle, sembrava gelidamente innaturale. 
La luce delle cose che mi attorniavano somigliava a quella di qualche astro sconosciuto, avevano sfumature color violetto tenue, sbiadito ed etereo. Mi parve di essere precipitata in una dimensione surreale.

Nelida

Attraverso lo spiraglio della finestra accostata, entrava intenso l'odore del fieno bagnato invadendo la stanza e cingendo l'aria già intrisa di distacco. Il cuore di Nelida era concentrato sulla grande tristezza e il dolore che la laceravano in profondità come taglienti lame silenziose. Gli occhi già velati di morte dell'anziano amico la ipnotizzavano. "Nelida, dove sei? Vieni vicino a me." chiese con voce lamentosa Teodor. "Sono qui. Non temere, rimango accanto a te." rispose lei, mentre le guance le si rigavano di lacrime. "Non piangere, Nelida." cercò di consolarla lui e proseguì: "Guarda dentro i miei occhi, fai presto!" Quasi con timore lei si accostò ancor più a Teodor e gli occhi di lui la catturarono, le parve di essere risucchiata da un vortice, il giorno appena nato scomparve ed una energia azzurrognola e nebulosa l'avvolse, poi la trasportò in una notte senza limite di tempo. Compenetrò ere remote percorrendo un sentiero dove ai lati scorrevano velocemente dei visi familiari che al suo passaggio le sorridevano.

Tormenti dell'anima

All'inizio di settembre, mentre la sera era talmente tarda da confondersi con le luci che dipingono la notte, raggiunsi il piccolo paese di montagna. 
Le strade erano illuminate tenuemente. Fermai la macchina al centro della piazza, dove vi era la fontana che zampillava ed alcuni ragazzi ridevano chiassosamente. 
- Scusate, mi potreste indicare un albergo dove passare la notte? 
- In questo periodo sono quasi tutti chiusi. Se vuole posso accompagnarla alla pensione Stella delle Montagne. 
- L'apprezzerei molto, perché non vorrei girovagare inutilmente. Il ragazzo salì di fianco a me e chiuse la portiera. 
- All'incrocio prenda a sinistra. - A questo? 
- Sì, esatto poi prenda la prima strada a destra e prosegua dritto. 
- La ringrazio della sua gentilezza. Credevo di arrivare prima, ma ho avuto un contrattempo. 
- In questa stagione non si vedono molti turisti, è un piacere prestarmi ad accompagnarla. Si fermerà molto?

Voli pindarici nell'anima

Lassù, dove l'universo utilizza come pennelli i raggi del sole per dipingere i giorni del nostro mondo, l'anima di Melany volò, attirata da una melodia dolcissima. Qualcosa più grande di lei le impose di liberarsi da qualsiasi vincolo e d'innalzarsi oltre l'azzurro che osserviamo puntando lo sguardo verso il cielo. 
Qui il rumore della terra le giungeva ovattato e l'istante vissuto era pieno soltanto del canto che sembrava avvicinarsi. Sospesa, al pari delle nubi, intravide il chiarore delle prime stelle che la sfiorò leggero irradiandola di luce. 
Per niente stupita dalla nuova entità Melany, si lasciò guidare dalla note di quella canzone a lei tanto cara e varcò la soglia della porta che conduce all'essenza di ogni essere. La musica smise. Quando tornò ad impossessarsi dei suoi pensieri e delle domande senza una risposta, lì, era sola dentro sé stessa, si chiese mentalmente quale fosse il fine di questo strano viaggio.

© Maria Luisa Borzaga