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La  "Torre delle stelle"

Sotto la catena dolomitica che si affaccia sull'Alto Adige un tempo abitava il Cuore della Terra. Esso pulsava ad un ritmo così sostenuto che anche la neve, la quale ogni inverno scendeva copiosa, doveva aggrappasi alle montagne dove cercava di reggersi con forza, ma inevitabilmente scivolava a valle provocando delle gigantesche valanghe. La neve cadeva dalle cime farinosa e friabile trasportando con sé voluminosi detriti di roccia. Fu per questo che il mondo degli esseri invisibili subì un grande colpo: le loro case purtroppo furono spazzate via ed allora il popolo dei Ploserchi si rifugiò nelle crepe della terra. I Ploserchi esistevano dapprima che le stelle brillassero nel cielo e quindi si 

illustrazione del pittore Peter Pellegrini

adattarono facilmente a vivere sottoterra, scavarono gallerie comunicanti tra loro al pari di un grande formicaio e le impreziosirono con ogni confortevole diavoleria. Vi era però un inconveniente e cioè che la diffusione della luce non somigliava a quella del sole, così gli alimenti che coltivavano erano destinati a rimanere senza colore. Perciò Ploserchi si ingegnarono affinché la luce riflessa arrivasse attraverso uno specchio enorme.

illustrazione del pittore Peter Pellegrini

Istituirono dei gruppi che avevano l'obbligo di ispezionare le vie d'uscita che portavano alla terra e, al bisogno, rafforzassero le impalcature che sostenevano dei tunnel di ghiaccio. In poco tempo ricrearono un impareggiabile mondo sotterraneo. La loro vita riprese a scorrere tranquillamente, se non fosse stato per l'ossessivo battito intenso del Cuore della Terra che si ripeteva continuo e ad un ritmo assillante. Qualche volta sembrava persino arrabbiato, come se qualcuno lo avesse imprigionato là sotto. Di notte si udivano arrivare dalla profondità del mondo rumori di ferraglia che ovviamente inquietavano il sonno dei Ploserchi. Loro 

lo sopportavano senza ribellarsi, perché temevano di far adirare ancor di più colui che li aveva costretti ad abbandonare la superficie terrestre. Vi era un giovane ploserco di nome Ulak, il quale mal sopportava il tormentoso rumore e sperava di placarlo in qualche modo.

Per giornate intere esplorò le gallerie per cercare un passaggio che lo avvicinasse al frastuono e un giorno trovò un cunicolo da dove udì il battito più forte. Si calò coraggiosamente nella voragine e dopo svariate peripezie cadde proprio ai piedi del Cuore della Terra. Il battito era assordantemente alto e Cuore sembrava furioso. I suoi occhi erano dilatati e macchiati da striature di sangue e il corpo aveva un colore bluastro. Era arrabbiato perché le catene lo immobilizzavano crudelmente alla montagna. 

illustrazione del pittore Peter Pellegrini

illustrazione del pittore Peter Pellegrini

All'inizio Ulak si spaventò ma poi, rendendosi conto che Cuore era innocuo, gli si avvicinò per chiedere chi lo avesse ridotto così. Il prigioniero spiegò ad Ulak che anche lui, come ogni essere vivente, sapeva amare e perciò si era innamorato proprio della catena montuosa che lo stava imprigionando. Le Dolomiti lo avevano stregato con la loro bellezza, ma ora erano gelose ed avevano paura che se l'avessero liberato si sarebbe allontanato; perciò lo avevano bloccato sottoterra, seppur lui desiderasse vivere questo amore alla luce del sole. Ultimato il racconto Cuore chiese l'intervento di Ulak perché cercasse la "Torre delle stelle": da lì  avrebbe dovuto cogliere una stella e portargliela per rompere l'incantesimo e, nel frattempo, lui avrebbe smesso di disturbare i 

Ploserchi. Così Ulak si mise in cammino alla ricerca del castello che possedeva tale torre. Li aveva visitati quasi tutti, quando finalmente arrivò ad uno splendido maniero e la trovò. Per mezzo di una scalinata a chiocciola si raggiungeva la cima, ma salire non fu facile perché i gradini si sdoppiavano ed Ulak inciampava ritornando al punto di partenza, solo dopo molte prove arrivò a vedere il cielo da vicino. 

Questi lo scorse subito e si mise a complottare sottovoce con le stelle, poi le dispettose lucette si avvicinarono e s'allontanarono da lui, infine si spensero per non farsi catturare. Ammiccavano civettuole girando attorno ad Ulak, il quale sporgeva buffamente dalla torre cercando di raggiungerle ed alzando entrambe le mani si allungava verso la notte.Finalmente riuscì ad afferrarne una e corse veloce dal Cuore della Terra per consegnargliela. La corsa fu vana, perché la stella si rifiutò di riaprire gli occhi e così ad Ulak toccò riportarla al suo posto per sostituirla con un'altra. Dopo alcuni tentativi falliti finalmente l'incantesimo si ruppe. 

illustrazione del pittore Peter Pellegrini

illustrazione del pittore Peter Pellegrini

Ora Cuore avrebbe potuto rinnovare l'amore che provava per le montagne ed invece, una volta liberato dalle catene, il nostro "Don Giovanni" s'innamorò di tutto l'Alto Adige. Così da quel giorno batte ovunque: se vuoi sentirlo o vederlo, ascolta in silenzio il ritmo del tuo cuore e il Cuore della Terra si metterà a duettare con te, dapprima lento e leggero, ma poi lo sentirai aumentare man mano che lo scoprirai in ogni cosa.

© Maria Luisa Borzaga